Storia

 

La storia della frazione è legata, come la maggior parte delle piccole comunità italiane, alla storia della comunità religiosa e tutti gli avvenimenti vetreghesi ruotano attorno alla Chiesa e la sua organizzazione (monaci, curati, parroci, missionari, suore) che ne ha garantito la sopravvivenza e la conservazione della memoria storica.

 

VETREGO SIGNIFICA - VECCHIA REGOLA- LE REGOLE NEL MEDIO EVO ERANO LE BORGATE ORGANIZZATE COL LORO  RESPONSABILE DETTO  "MERIGA"

  • abitanti di Vetrego 1390,--
  • superfice- cinque milioni e mezzo di metri quadrati-
  • altezza sul mare 8 metri

PREISTORIA: Il cippo confinario dell'epoca romana ,all'inizio del graticolato romano,trovato nei campi a nord di Vetrego e la fornace romana vicino alle cave di argilla, ad ovest del paese .

I reperti   sono nelle vetrine davanti alla  sala del sindaco in comune di Mirano.

 

Dal 1008 al 1612

L'organizzazione cristiana a Vetrego inizierebbe, secondo alcune deduzioni e ritrovamenti, nel 1008, con una "cappella" (ovvero una chiesa priva della fonte battesimale, di norma una succursale di una Chiesa madre dalla quale dipendono i Vicari officianti) localizzata nell'attuale località Ca' Rezzonico, che sarebbe stata costruita dai Monaci di San Benedetto dell'Abbazia Sant'Ilario di Venezia a Malcontenta. Una sintetica descrizione del territorio di Vetrego si rintraccia per la prima volta nell'atto di vendita del 15 giugno 1117Collalto, conti della Marca trevigiana cedevano al monastero di Sant'Ilario diverse proprietà. Successivamente esiste un lascito testamentario del 1192 della contessa Speronella Dalesmanni, prima moglie di Jacopino da Carrara, feudataria del Vescovo di Padova, a favore della cappella di San Silvestro di Vetrego e di San Bartolomeo di Ballò. Nel 1260 i frati di Sant'Ilario cedettero l'organizzazione della cappella di Vetrego, assieme con le cappelle di Ballò e Scaltenigo, ai sacerdoti della "pieve" (ovvero la chiesa dell'alto Medioevo quale chiesa battesimale, matrice di tutte le chiese minori e delle assoggettate cappelle) di Santa Maria di Borbiago, frazione di Mira (Italia), al Vescovo della Diocesi di Treviso. Successivamente le cappelle di Ballò e di Vetrego si distaccaro nel 1305 dalla pieve di Borbiago creando una nuova parrocchia,quella di Ballò,alle dipendenze del Vescovo di Treviso. Ci sono documenti che segnalano nel 1388 Bartolomeo Novello, signore di Padova donò ai signori di Peraga, tra altri beni della zona di Mirano, anche il territorio di Vetrego. Ngli anni successivi Vetrego seguì le vicissitudini dei territori di Mirano e delle comunità contermini nella sottomissione alla Repubblica di San Marco. Per quanto riguarda Vetrego è certificata nel 1520la prima visita del vescovo di Treviso che autorizzò la costituzione della prima Confraternita del Santissimo Sacramento. A seguito della volontà della piccola comunità nel 1573 venne costruita, nel sito dell'attuale chiesa, la prima Canonica di una "curazia" (ovvero per un curato stabile). Nel 1597 fu inaugurata la seconda chiesa. Nel 1612 terminò l'escavazione del Taglio Nuovo o Canale di Mirano, iniziati nel 1604 con la completa diversione delle acque del fiume Muson (attuale Muson Vecchio).

 

Dal 1647 all'alba del Novecento

Vetrego venne eretta nel 1647 a curazia stabile, sottopopsta alla parrocchia di Ballò, prevedendo così la residenza di un prete a servizio della comunità. Nel 1719 sono ricordate delle presunte apparizioni della Madonna presso l'omonimo capitello votivo, rurale con tema sacro, posta a capo di una strada o incrocio. Se nel 1725 ci fu un'alluvione talmente disastrosa che portò il livello dell'acqua fin quasi arrivare al soffitto del primo piano della canonica con la conseguente distruzione di tutti i documenti dell'archivio; nel 1790 è documentata una drammatica siccità. Le alluvioni si ripeterono con la periodica rottura degli argini delBrenta e del Taglio Nuovo. Così nel 1825 ci fu un'alluvione che coinvolse anche i comuni di StraVigonovoCampolongoFossòe la frazione di Sanbruson di Dolo e nel 1827 il fiume Brenta straripa nuovamente inondando circa 60.000 campi padovani. L'Impero d'Austria decise di collegare Venezia con il mondo e così nel 1842 viene costruita la ferrovia Padova – Venezia tagliando il territorio vetreghese a nord del centro della borgata. Sempre sotto l'amministrazione austriaca si deve, nel 1854, la costruzione della prima strada di collegamento con il centro della frazione Mirano capoluogo che, fino ad allora, era solo un viottolo privato di campagna. Uno dei primi problemi che gli amministratori del Comune di Mirano affrontarono dopo l'annessione del Veneto (1866) al Regno d'Italia fu l'igiene cimiteriale e così nel 1867 Vetrego ha un primo cimitero provvisorio, nell'attuale sito, lontano dalla seconda chiesa. Per le mura di cinta e la cappella si deve aspettare il 1904. Dopo due anni di lavoro, nel 1894 si inaugura un campanile alto 28 metri, proporzionato con la seconda chiesa. Nel 1903 lo Stato dei Savoia istituisce la prima e la seconda classe della scuola elementare. Tra la fine del Ottocento e i primi del Novecento la situazione socio-economica cambiò e lo spirito rivendicativo era arrivato a far rompere il cerchio di sottomissione e paura dei contadini. Uno dei fatti più significativi, che si inserisce nel contesto nazionale di rivolte contadine, avvenne il 15 novembre1907. I vetreghesi assaltarono la villa di uno dei grandi proprietari. I tumulti finirono con l'arresto di decine di persone e i processi andarono particolarmente per le lunghe tanto che nel giugno del 1908 c'erano ancora otto contadini in carcere e solo l'aiuto (legale ed economico) del Monsignor Angelo Brugnoli riuscì a farli uscire dalla prigione.

Dall'autonomia ecclesiastica al 1946

Dopo anni di malumori, grazie anche alla densità demografica, la Diocesi di Treviso promosse nel 1912 Vetrego aparrocchia1932 il paese fu tagliato un'altra volta con la costruzione (nelle località Ca' Rezzonico e le Basse) dell'attualeautostrada A4 (Tratto Padova - Mestre Venezia). Nel 1936 il paese conobbe un momento di popolarità con la visita di un gran numero di autorità per l'assegnazione della Medaglia d'Argento al Valor Militare al carabiniere Giuseppe Comin, caduto nellaguerra d'Etiopia. A Vetrego soggiornò dal 1935 al 1946 Gino Piva. Nel 1938, in otto mesi, fu costruita una nuova chiesa, pagata dai cittadini. Durante gli anni della seconda guerra mondiale Vetrego subì bombardamenti aerei e fu attraversate dalle varie formazioni militari in virtù della sua ubicazione sita tra l'asse ferroviario e quello autostradale Padova - Venezia. autonoma. Nel

Dal 1946 ai giorni nostri

Nel dopoguerra ci fu l'insediamento nel 1946 delle Suore Francescane di Cristo Re. Tale presenza rimarrà per 50 anni (fino al1996) educando intere generazioni. La prima sede dell'Asilo (ora scuola materna) era il riadattamento dell'ex-chiesa, ora oratorio. Nel 1957, venne inaugurata la nuova scuola materna parrocchiale (progetto dell'architetto Antonio Venezian) e la creazione dell'attuale piazza. Il 22 dicembre dello stesso anno morirono due amministratori comunali e l'autista in un incidente ferroviario ad un passaggio a livello, incidente dovuto alla fitta nebbia. Nel (1962) ci fu il raddoppio (e successivamente la terza corsia nel 1993) dell'autostrada A4, opere che coincisero con l'ennesima inondazione della località le Basse. La riduzione della natalità e la razionalizzazione del sistema scolastico provocano nel 1997 la chiusura delle scuole statali. Le scuole più vicine sono, come prima del 1903, nelle frazioni di Ballò e Scaltenigo.

la  costruzione  del passante autostradale inaugurato il 1 luglio 2.008

ha  costretto 29 famiglie ad emigrare perché le loro case furono abbattute.

Il paese si trova ad avere-  sette tunnel – tre rotatorie enormi -tre cavalcavia- due caselli autostradali, uno aperto ed uno  smisurato  in attesa- ,la TAV ( treno ad alta velocità) che passa nel centro del villaggio con quattro linee ferroviarie.

 

Monumenti

La chiesa e il campanile

Progettata dall'architetto Luigi Candiani nel 1937 ed inaugurata nel 1938. È alta 15 m, larga 13 m, profonda 24 m. Nel 1951 viene affrescata dal pittore Gino Borsato. La chiesa contiene un frammento, recuperato dalla prima chiesetta, di una scultura quattrocentesca con raffigurazione a bassorilievo della Madonna col Bambino e San Giovannino, probabile opera dello scultore padovano Nicolò Pizzolo (Padova 1420-1453.)

Il campanile è alto 28 metri ed è stato realizzato, dopo due anni di lavoro, nel 1894 per la vecchia chiesa, ora oratorio.

 

" La pittura attribuita ad Antonio Balestra ( 1600) DI SAN MICHELE ARCAMGELO E ANIME PURGANTI

iL SOFFITTO AD AFFRESCO DELLA VECCHIA CHIESA DEGLI SCOLARI DI  TIEPOLO

Monumento ai caduti

Il monumento è stato inaugurato il 6 aprile 1922 per onorare i 17 caduti nella Prima guerra mondiale e successivamente venne usato per i 10 caduti della Seconda guerra mondiale. L'opera è dello scultore Giovanni Manfren di Venezia.

Case padronali

Nel catasto napoleonico esistevano a Vetrego quattro case patrizie e padronali, due di queste sono state demolite tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Tra parentesi il numero del catasto.

  • Ca' Rezzonico (n°494), demolita all'inizio del Novecento, era collocata alla fine dell'attuale via Ca' Rezzonico. Questa villa fu frequentata d'estate (dal 1712 al 1714) dallo studente di diritto dell'Università di Padova, Carlo Rezzonico di Venezia, futuropapa Clemente XIII.
  • Ca' Costa (N° 432), demolita nell'Ottocento, in prossimità del canale Cognaro.
  • Ca' Bellani, in via Basse. Fu costruita nel 1620.
  • Ca' Monferini (N°113), in via Vetrego, verso Mirano. In questa casa abitò Gino Piva dal 1935 al 1946.

Attività sportive

  • La squadra di calcio A.C. Vetrego, nasce nel 1971 con i colori sociali giallo-blu. Nel 1985 viene promossa in 2ª categoria dilettanti, serie in cui militava nel 2006.

Dal 2008 milita in 3ª categoria.

Attività socio economiche

Fine Ottocento

All'inizio dell'Ottocento il censimento napoleonico c'erano solo 5 famiglie che possedevano il terreno che lavoravano; la stragrande maggioranza dei campi erano in mano ai latifondisti. Oltre ai nobili veneziani Costantino Morosini, Giovanni Grimani, Abbondio Rezzonico, Giovanni Venuti e ai Conti Costa, erano padroni di Vetrego anche Andrea Bellini, Bernardo Monferdini ed Alessandro Bonvecchiato, il quale da solo ne possedeva ben il 41% del totale. Con il passar degli anni e la sostituzione della borghesia ai nobili fra i proprietari dei campi vetreghesi si ritrovano i Dalla Pozza di Marano Veneziano, i Beati da Spinea e i Cantelàn da Santa Maria di Sala. Oltre che i campi possedevano anche una buona parte delle abitazioni. Ad esempio i Bonvecchiato possedevano una trentina di case e una delle due osterie; i Rezzonico ne avevano una quindicina compresa la seconda osteria. Tra il 1895 e il 1912 ci fu un notevole incremento di abitanti, merito sia del miglioramento igienico - sanitario che della riduzione del tasso di mortalità e dell'importante fenomeno di migrazione di nuovi nuclei famigliari che acquistarono piccoli appezzamenti di terreno. Tra di loro ci furono diverse famiglie che ritornavano da un periodo emigrazione oltreoceano (BrasileUSA), altre arrivano dai paesi vicini.

Fine Novecento

Se per secoli e millenni i vetreghesi hanno vissuto e sopravvissuto di agricoltura ora vivono seguendo le dinamiche socio-demografiche dell'area metropolitana compresa tra le città di VeneziaPadovaTreviso. La stragrande maggioranza degli abitanti lavora nelle industrie e nel terziario. Solo poche famiglie si dedicano ancora esclusivamente all'agricoltura. Il resto della campagna vetreghese, formata da piccolissime proprietà, è abitata ed utilizzata dai figli e dai nipoti di quella che era stata definita, negli anni del boom economico del Nord-Est, la cosiddetta classe degli operai-contadini', ovvero operai di giorno nelle grandi fabbriche del ex polo industriale di Porto Marghera e contadini alla sera, a fine turno e nei fine settimana.

Personalità legate a Vetrego

  • Angelo Brugnoli, sacerdote, sindacalista, dirigente della diocesi di Treviso, Canonico di Asolo
  • Gino Piva, sindacalista, socialista, giornalista e poeta e uomo politico italiano
  • Papa Clemente XIII, Carlo Rezzonico, figlio dei proprietari terrieri di via Ca' Rezzonico.
  • Milan Renzo, Sindaco del Comune di Mirano dal 1980 al 1989;
  • Mafalda Codan, maestra elementare, sopravvissuta alle deportazioni jugoslave
  • Pattarello don  Valdastico ,sacerdote di don Orione, Fondatore in Brasile di Orionopolis